Questo è il giorno e queste sono le ore
Di gridare forte le parole del potere
ABRAHADABRA
Al mezzogiorno fiammeggiante o con la mezzanotte oscura
È mia volontà cercare la luce pura
ABRAHADABRA
Dalle porte di questo tempio tutte le cose provane,
da questo momento stiano lontane
ABRAHADABRA
Di undici passi il giusto che proclamo
Per la virtù di questo nome arcano
ABRAHADABRA
Procedendo con animo ardimentoso
Attraverso il sentiero periglioso
ABRAHADABRA
Difendimi dal timore della paura atroce
In nome del Primo Profeta e della sua voce.
ABRAHADABRA
Mostrami dentro la notte più nera
L’immensità della luce vera
ABRAHADABRA
Grandi Antichi che prima di tutto siete venuti
Dateci sempre la vostra benedizione e i vostri aiuti
ABRAHADABRA
Qui tra due mondi mi levo
Figli della terra e del cielo primevo
ABRAHADABRA
Dal mio profondo essere oso dimostrare
Che un passo sulla via mistica posso fare
ABRAHADABRA
Aiutatemi dai reami superni lassù
Per i poteri della Vita, della Luce e dell’Amore, orsù
ABRAHADABRA
Prendete adesso la fiaschetta d’olio
e passatela tre volte attraverso il fumo dell’incenso. Quindi procedete con le
tre unzioni: la prima sulla fronte (nel punto del terzo occhio cioè al centro
della fronte), la seconda sul petto (proprio sopra il cuore al centro), e la
terza sopra i genitali. Dicendo alla prima unzione: Lascia che la mente sia
libera. Alla seconda unzione: Lascia che il cuore sia libero. Alla terza
unzione: Lascia che il corpo sia libero.
Fate le unzione bagnandovi la punta di un dito e tracciando una croce a X.
Questa è la runa gifu, che significa un dono o una benedizione.
A questo punto inginocchiati davanti all’altare, ancora guardando verso nord,
e ripeti a bassa voce la seguente Invocazione:
Dalle ombre della notte oscura, e da questa
ora sacra,
i più Antichi tra gli Dei vengo ad invocare.
Il ricordo delle vite passate in me risvegliate,
possa il dolore di quei giorni mai più tornare.
Io rivendico la mia vita, la mia libertà, la mia luce,
parte di tutto l’esistere che eternamente fluisce,
Io sono il microcosmo del Tutto,
affine alle stelle e alle pietre e al verdeggiante albero.
Risvegliate in me il potere di fare la mia volontà,
accendete in me l’eterna fiamma dell’amore,
O Poteri della Vita, che avete creato questa struttura cosmica,
accettatemi come vostro, un’anima pagana nel cuore.
Fermatevi per un attimo in silenzio, con la testa reclinata. Poi sedetevi a
terra in posizione confortevole con le gambe incrociate. Copriti con un mantello
se lo desideri. Ora comincia a pensare a te stesso e all’altare come al centro
di un mandala. Pensa a te stesso in questo modo: “L’infinita altezza e
l’infinita profondità. L’infinito est e l’infinito ovest. L’infinito
nord e l’infinito sud. Il cerchio il cui centro è dappertutto e la cui
circonferenza è in nessun luogo. Io e il Centro siamo una cosa sola.”
Sedete con gli occhi chiusi in completo silenzio e calma. Vuotate la vostra
mente per quanto possibile di tutti i pensieri, provando a raggiungere un più
alto stato di coscienza. Non è possibile dare alcun suggerimento per questo
eccetto quanto diceva l’antico saggio tibetano Tilopa: “Non immaginare, non
pensare, non analizzare, non meditare, non agire: tieni la mente nel suo stato
naturale”.
Potrai scoprire che lo stato naturale della mente è qualcosa molto più
meravigliosa di quanto tu possa immaginare!
E’ in questo momento che la tua reale autoiniziazione avrà luogo, se la tua
aspirazione è sincera e le altre condizioni favorevoli, potrai sentire di aver
toccato, anche solo per un breve istante, un più alto stato di coscienza.
Potrai avere qualche visione, e se così fosse questa visione andrà scritta
immediatamente dopo che il rituale sarà concluso, sicuramente avrà un
significato anche se non ti apparirà immediatamente evidente.
La lunghezza di questo periodo di silenzio e calma dipenderà da te. Saranno le
tue sensazioni spontanee a dirti quando sarà finito. Quindi ti alzerai,
accenderai nuovo incenso se sarà necessario e incenserai i quattro angoli del
cerchio cominciando da est e verso destra, alzando l’incensiere ogni volta.
Una volta tornato all’altare ripeti questa Affermazione:
Io sono unico. Non c’è nessun altro esattamente come me. E adesso io sono un
cosa sola con l’intera Natura. Io ho il diritto di essere ciò che sono. La
mia essenza è divina e bella. Io ho anche il diritto di essere migliore di come
sono, che le manifestazioni esteriori possano essere più vere per mezzo dellla
realtà interiore.
Amato Pan, e tutti gli altri dei che frequentano questo luogo, concedetemi la
bellezza interiore dell’anima e possa la vita interiore ed esteriore essere
una cosa sola.
A questo punto danzate gioiosamente lungo il sempre verso destra. Lasciatevi
andare, battete le mani o un tamburino se lo avete e cantate queste parole
ancora e ancora:
O IO PAN!
O IAO!
IA IA ARADIA!
IO EVOHE KERNUNNO!
IO EVOHE DIANA!
(Scoprirai che questo canto segue un ritmo naturale. Si pronuncia circa come
segue: O ii-oh Pan! O-ii-ah oh! Ii-ah ii-ah A-rah-dii-ah! Ii-oh ii-voh-ei
Ker-nun-no! Ii-oh ii-voh-ei Di-an-ah!)
Fai i passi come preferisci e lunghi quanto vuoi. Fermati quando non avrai più
fiato e vorrai fermarti. Poi lasciati cadere giù davanti all’altare e resta lì
fino a che non avrai recuperato il fiato e ti sentirai pronto per rialzarti.
Prendi il vino e finisci la cerimonia facendo un brindisi agli Antichi Dei:
“Ai Grandi Antichi! Lieto incontro, lieta separazione, e lieto incontro
ancora!”
Sedete per qualche minuto in meditazione, se lo volete, solamente godendo
dell’atmosfera del cerchio, dell’incenso e della luce delle candele, come
della sensazione di essere nudi e liberi. Poi chiudete il circolo secondo le
istruzioni, ringraziando gli Antichi Dei per la loro protezione, incensando,
suonando il campanello ed estinguendo le luci sull’altare.
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